05

Dic

Pop Corn e Terapia

 

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Le innumerevoli volte in cui da adolescente ho sentito Paul dire a Holly Golightly di “Colazione da Tiffany” queste battute, mi sono sentita sempre messa al muro:

 

“Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa. (Paul)”

 

Così mentre vedevo il dvd di “Paura d’amare” (“Frankie and Johnny”) a 21 anni, mi sono resa conto di ciò che stavo facendo passare al povero ragazzo incrociato!
Quando ho visto “L’ Attimo Fuggente” da adolescente, ho confermato quella inossidabile convinzione che sentivo nel cuore di non dover percorrere altro che la mia speciale strada, non importa quanto impervia, perché conoscevo ciò che il mio cuore suggeriva.

 

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Ora, nel mio studio, mi capita spesso di assegnare ai miei pazienti un film da vedere come piccolo compito a casa, se so che è un linguaggio che gli piace.
Ormai l’ utilizzo dei film a fine terapeutico è diventato un filone sempre più studiato e sperimentato. A partire dagli U.S.A. si è diffuso anche in Italia, ed io la penso proprio come lo psichiatra Vincenzo Mastronardi, i film: “sono come iniezioni intramuscolari di forza, di energia”.
Quando si suggerisce un film ad un paziente in terapia individuale o di coppia, chiaramente viene scelto sulla base degli obiettivi specifici del percorso psicoterapeutico e gli si spiega come utilizzarlo. E’ una tecnica che facilità quello che è chiamato l’insight terapeutico (in psicologia si definisce così il concetto di “intuizione”, di comprensione improvvisa e subitanea della strategia utile ad arrivare alla soluzione di un problema o della soluzione stessa ).
Attraverso il cinema, abbiamo la possibilità di esplorare la vita da un punto di vista che ci sembra esterno, ma che poi ci permette in prima persona, di comprendere temi che riguardano la nostra vita, nella relazione che si sviluppa tra ciò che vediamo e ciò che fa emergere in noi. Attraverso i film entriamo in contatto profondo con le nostre emozioni e possiamo rielaborare ciò che ci accade.

 

Che amo questo strumento l’avrete capito e questa settimana vi voglio consigliare:

5 FILM CHE INVITANO A PRENDERE IN MANO LA PROPRIA VITA e a farla piena! 😉

  1. La ricerca della felicità
    un film del 2006 diretto da Gabriele Muccino.

    Chris : [Rivolto al figlio che gioca a basket] Hey! Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Neanche a me. Ok? Se hai un sogno tu lo devi proteggere. Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila. Punto.

  2. La vita è bella
    un film del 1997 diretto e interpretato da Roberto Benigni, Vincitore di tre Premi Oscar: miglior film straniero, miglior attore protagonista (Roberto Benigni) e migliore colonna sonora (Nicola Piovani).

    

Giosuè: Perché i cani e gli ebrei non possono entrare babbo?
    Guido: Eh, loro gli ebrei e i cani non ce li vogliono. Eh, ognuno fa quello che gli pare Giosuè, eh. Là c’è un negozio, là, c’è un ferramenta no, loro per esempio non fanno entrare gli spagnoli e i cavalli eh, eh… e coso là, c’è un farmacista no: ieri ero con un mio amico, un cinese che c’ha un canguro, dico “Si può entrare?”, dice “No, qui i cinesi e i canguri non ce li vogliamo”. Eh, gli sono antipatici oh, che ti devo dire oh?!
    Giosuè: Ma noi in libreria facciamo entrare tutti.
    Guido: No, da domani ce lo scriviamo anche noi, guarda! Chi ti è antipatico a te?
    Giosuè: I ragni. E a te?
    Guido: A me… i visigoti! E da domani ce lo scriviamo: “Vietato l’ingresso ai ragni e ai visigoti”. Oh! E mi hanno rotto le scatole ‘sti visigoti, basta eh!

  3. Il discorso del Re
    un film del 2010 diretto da Tom Hooper.

    Lionel: Non dovete temere le cose che temevate quando avevate cinque anni, Bertie. Siete padrone di voi stessi.
    Bertie: Davvero?

  4. Into the wild

    un film del 2007 scritto e diretto da Sean Penn.

    “C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale… (Christopher McCandless)”

  5. L’attimo fuggente (lo so questo non manca mai!)
    un film del 1989 diretto da Peter Weir e con protagonista Robin Williams.

    

“Continuate a strappare ragazzi. Questa è una battaglia, una guerra e le vittime sarebbero i vostri cuori e le vostre anime. Grazie mille Dalton. Armate di accademici avanzano misurando la poesia. No! Non lo permetteremo. Basta con i J. Evans Prichard. E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la vostra testa. Imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo. Quello sguardo negli occhi di Pitts dice che la letteratura dell’Ottocento non c’entra con le facoltà di economia e di medicina, vero? Può darsi. E lei, Hopkins, è d’accordo con lui e pensa: “Eh, sì, dovremmo semplicemente studiare il professor Prichard, imparare rima e metrica, e preoccuparci di coltivare altre ambizioni.” Ho un segreto da confessarvi, avvicinatevi. Avvicinatevi. Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. Citando Walt Whitman, «O me o vita, domande come queste mi perseguitano. Infiniti cortei di infedeli. Città gremite di stolti. Che v’è di nuovo in tutto questo, o me o vita? Risposta. Che tu sei qui, che la vita esiste, e l’identità, che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso.» Quale sarà il tuo verso? (Keating)”

     

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