02

Nov

Non importa come ti chiamano. Tu sei Trisha.

 

Quando arrivi nella tua classe delle medie con un vestito che ti sembra stupendo, comprato con sacrifico dai tuoi genitori e qualcuno in classe ti prende in giro per il tuo modo antiquato di vestire.

 

Quando siete tutti in palestra, si stanno per fare le squadre e tu sei sistematicamente l’unico non scelto perché giudicato troppo scarso.

 

Quando sei quello a cui si paragonano gli altri in classe per sentirsi migliori, più accettati dagli altri.

 

Quando sei chiamato “ciccio” e sembra un soprannome che non ti offende, amichevole, utilizzato da tutti, ma in realtà ogni volta che lo senti è sale in una ferita.

 

Quando il ragazzo di cui sei innamorata usa le tue foto intime per ridere con gli amici in classe, quando iniziano a girare e tutti a scuola ti iniziano a guardare diversamente e ti senti come se fossi sempre nuda, continuamente spogliata da sguardi e commenti.

 

Quando hai 26 anni, al lavoro ti prendono in giro, ti fanno scherzi pesanti e inizi a chiederti se sei tu lo strano che non capisce quegli scherzi e ti chiedi perché sia così difficile farsi prendere in considerazione dai tuoi colleghi.

 

Ogni volta e a qualsiasi età, qualcuno ti dice o fa ripetutamente qualcosa che ti ferisce e tu non sai come uscirne.

Forse l’hai provato anche solo in un occasione, ma il ricordo non ti ha mai abbandonato.

 

 

Ma anche quando hai 15 anni e ti chiami Trisha Prabhu, quello che vedi non ti piace e decidi di fare qualcosa. Crei un applicazione che si chiama “ReThink” e dai una possibilità ai tuoi coetanei di fermarsi a pensare prima di scrivere qualcosa che possa ferire e offendere un altro.

 

L’applicazione che ha creato Trisha è in grado di riconoscere quando l’utente sta digitando frasi potenzialmente offensive all’interno di un social media e avvisa con un pop-up che chiede: “Questo messaggio può essere offensivo per gli altri. Sei sicuro di voler postare questo messaggio?”. Sui 300 studenti su cui l’ha testato, il 93% ha ripensato alla frase che stava per scrivere.

 

Ogni volta che c’è qualcuno che ti fa sentire così, che ti chiama come non vuoi, che ti spoglia della tua intimità, che ti ridicolizza, non importa quanti anni tu abbia, quanto ti senta brutto/incapace/solo ricordati che tu sei una Trisha.

 

Trisha_Prabhu

 

«Tra dieci anni mi immagino come una donna che, grazie alle sue competenze tecnologiche e scientifiche, sta cambiando il mondo, attraverso piccole o grandi imprese».

Grazie Trisha.

 

http://www.trishaprabhu.com

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