17

Ott

La ricerca della Felicità…

 

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Qualche sera fa sono rimasta chiusa fuori casa. No, non è la dizione corretta dell’accaduto. 
La realtà è che mio marito era fuori città e lo sarebbe stato per alcuni giorni, quindi non avevo nessuno che mentre uscivo mi urlasse: “hai preso le chiavi?!” e vivevo come un adolescente con casa libera.
Così la sera incriminata, sono uscita con la scioltezza di Pollon tra le nuvole, pensando a tutte le cose che dovevo fare e a quanto fossi in ritardo e nel momento in cui ho cercato le chiavi nella borsa per girarle nella serratura, ho scoperto che non c’erano. Peccato appunto non ci fosse neanche mio marito, l’unico che ha un’ altra chiave!
Nel momento in cui ho chiuso la porta e osservato che nelle miriadi di oggetti presenti in borsa non c’erano le chiavi, è stata più forte in me la tentazione di ridere di come fossi sbadata e di come avrebbe commentato mio marito l’accaduto appena gliel’avessi raccontato, che la disperazione all’idea di passare almeno una notte fuori casa!
La storia comunque finisce con un paio di lastre della moglie di un amico scassinatore.

 

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Nella nostra vita possiamo scegliere in tanti momenti che occhiali inforcare per guardare alle cose, a me piacciono moltissimo quelli che inforca M. Seligman.
Martin è un sorridente psicologo americano, co-fondatore della Psicologia Positiva, che è una prospettiva teorica ed applicativa della psicologia che si occupa dello studio del benessere personale (costrutto al centro della qualità della vita).
Secondo Martin l’ottimismo si impara! Quindi badate bene, anche chi avrebbe tirato giù tutti santi del paradiso di fronte alla porta chiusa, o si sarebbe insultato e colpevolizzato, potrebbe imparare a farsi una risata!

 

In breve, mi perdoni Martin, per lui la felicità autentica consisterebbe nel:
– provare emozioni positive riguardo al passato e al futuro,
– assaporare sensazioni positive derivanti dai tanti piaceri dell’esistenza,
– trarre abbondante gratificazione dalle proprie potenzialità personali,
– usare tale potenzialità al servizio di qualcosa di più grande per ottenere senso!
Ognuno di questi punti meriterebbe un approfondimento e ci voglio dedicare un po’ di tempo in futuro, ma intanto è importante sapere che alcuni di questi punti sono sotto il nostro controllo e su quelli possiamo lavorare per inforcare gli “occhiali ottimisti”!

 

Nel suo libro “Fai fiorire la tua vita. Una nuova, rivoluzionaria visione della felicità e del benessere“ suggerisce 2 esercizi per sviluppare la capacità di vedere le cose in maniera positiva e il nostro benessere.
Uno dei due l’ho sperimentato anche io qui (Diario della Gratitudine ), entrambi utilizzano uno “strumento” a me caro per costruire la felicità: la gratitudine!
Qui sotto le indicazioni per esercitarci, io sono pronta a sperimentare entrambi! (Ah la traduzione è mia quindi perdonate eventuali piccoli errori…;))

 

 

ESERCIZIO 1 – LA VISITA

 

“Chiudi i tuoi occhi. Richiama il volto di qualcuno ancora in vita che anni fa ha fatto qualcosa o ha detto una cosa che ha cambiato la tua vita in meglio. Qualcuno che non hai mai adeguatamente ringraziato; qualcuno che potresti incontrare faccia a faccia la prossima settimana. Ti è venuto in mente un volto?
 La Gratitudine può rendere la vita più felice e più soddisfacente. Quando proviamo gratitudine, beneficiamo del piacevole ricordo di un evento positivo nella nostra vita. Inoltre, quando esprimiamo la nostra gratitudine agli altri, rafforziamo il nostro rapporto con loro. Ma a volte il nostro ringraziamento è detto con tanta disinvoltura o rapidamente che è quasi privo di significato. In questo esercizio … si avrà l’opportunità di sperimentare ciò che significa esprimere la vostra gratitudine in un modo propositivo riflessivo. 
- Il tuo compito è quello di scrivere una lettera di ringraziamento per questo individuo e consegnarla di persona. La lettera dovrebbe essere concreta e di circa trecento parole: sii specifico su quello che ha fatto per voi e come questo ha influenzato la tua vita. Falle sapere cosa stai facendo ora, e parla di come ti ricordi spesso di quello che ha fatto. Dopo aver scritto, chiama la persona e dille che vuoi farle visita, ma sii vago circa lo scopo dell’incontro; questo esercizio è molto più divertente quando si tratta di una sorpresa! Quando la incontri, prendete il vostro tempo per leggere la tua lettera.”

 

ESERCIZIO 2: LE TRE BENEDIZIONI

 

“ Pensiamo troppo a ciò che va male e non abbastanza a quello che va bene nella nostra vita. Naturalmente, a volte ha senso analizzare gli eventi brutti in modo che possiamo imparare da loro e evitarli in futuro. Tuttavia, le persone tendono a passare più tempo a pensare a ciò che va male nella vita rispetto a ciò che è positivo. Peggio ancora, l’attenzione sugli eventi negativi ci configura per l’ansia e la depressione. Un modo per evitare che ciò accada è quello di imparare meglio a pensare e assaporare a ciò che è andato bene.
Per ragioni evolutive, la maggior parte di noi non è tanto brava a soffermarsi sui buoni eventi come lo siamo ad analizzare i cattivi eventi. Coloro dei nostri antenati che hanno trascorso un sacco di tempo crogiolandosi al raggio di sole dei buoni eventi, quando avrebbero dovuto prepararsi per il disastro, non sono sopravvissuti all’era glaciale. Quindi, per superare il nostro cervello piegato alla catastrofe, abbiamo bisogno di lavorare e praticare questa abilità a pensare a ciò che è andato bene.
Ogni notte per la prossima settimana, conservati una decina di minuti prima di andare a dormire. Scrivi tre cose che sono andate bene oggi e perché sono andate bene. Puoi utilizzare un diario o il computer per scrivere gli eventi, ma è importante che ci sia un documento fisico di quello che hai scritto. Le tre cose non devono necessariamente essere sconvolgenti per importanza (“Mio marito ha preso il mio gelato preferito per dessert di ritorno a casa dal lavoro oggi”), ma possono essere importanti (“Mia sorella ha appena dato alla luce un bambino sano”) .
Accanto ad ogni evento positivo, rispondi alla domanda “Perché è successo?” Per esempio, se hai scritto che tuo marito ha preso il gelato, scrivi: “perché mio marito è davvero premuroso a volte” o “perché mi sono ricordata di chiamarlo dal lavoro e ricordargli di fermarsi al negozio di alimentari “. Oppure, se hai scritto “mia sorella ha appena dato alla luce un bambino sano, “si potrebbe scrivere per quale causa: “Ha fatto tutto bene durante la gravidanza. “
Scrivere il perché gli eventi positivi nella vostra vita sono accaduti può sembrare imbarazzante in un primo momento, ma vi prego di continuare per una settimana. Diventa più facile.”

 

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