12

Set

La casa dov’è?

 

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Chiudo la scatola dei cereali che mangio a casa di mia madre, quelli da festa, quelli non ammissibili nella vita ordinaria neanche con l’abbonamento annuale alla palestra. Chiudo la scatola e so che mi attenderà al mio ritorno, sopra il mobile con le cose della colazione. Starà ferma lì, come se ogni mattina mi alzassi e facessi colazione in questa casa.
 

Dopo qualche ora salgo in aereo, mi siedo e appoggio la testa sulla spalla di lui mentre guardo dal finestrino. E’ il posto che mi lascia sempre lui, perché sa che voglio vedere le nuvole; è questo che fa chi ti ama, no? prova a portarti dove vuoi, anche fino in mezzo alle nuvole.
Trattengo la commozione mentre saluto l’isola. Vedo le luci della città, immagino le case da cui provengono e penso alla finestra dietro la quale c’è mia madre.
 
La mia casa è nella scatola di cereali che mi aspetta, nelle cose che lei accumula perché sa che mi piacciono, in attesa di rivederci.

 
Intanto a 1.743,9 km di distanza da questo mare, in un altro stato, ci sono i pacchetti per il mio compleanno che mi attendono. C’è il mio starbucks nel quartiere vecchio di mio fratello, i miei soliti angoli di città che mi danno appuntamento, familiari come se mi avessero visto vivere lì.
So da quando è nato, che la mia casa è dovunque sia lui.
 
Le luci della città sono ormai lontane e siamo io e lui sulle nuvole. Penso alla casa che stiamo sognando, quella che non combacia mai con il nostro budget, che ogni volta che si avvicina, incredibilmente sparisce.
Sbuffo.
 
Dopo qualche giorno sono a Borgo ad Arquata e a Pescara del Tronto, ad incrociare il mio sguardo con le macerie: pezzi di case che raccontano storie intrise di sogni, sacrifici, progetti, errori.
 
Non voglio dare a dei mattoni la responsabilità della mia felicità.
Mi ricordo che da un giorno di primavera abito nel suo cuore e lui nel mio. Nessun posto è più sicuro.
 
La mia testa sulla sua spalla, i cereali a casa di mia madre, mio fratello ovunque è.
Le valige piene di regali e kg di cibo.
Non importa quanti aerei ne da quante e quali parti diverse, e neanche quando ci rivedremo.
Sono la lumaca che si porta dietro la sua casa, ovunque.
La mia casa è nel cuore di ognuno di loro e io sono Casa.

 

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