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Apr

Il mio Stomaco ne sa più di me

 

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Quando ero piccola e mi presentavano qualcuno, in alcune occasioni mi capitava mi venisse un immediato forte mal di stomaco. A volte  anche se stavo vicino a determinate persone, mi capitava sempre la stessa cosa: un malessere immediato e senza apparente causa.
Solo dopo tempo ho capito, che quel mal di stomaco, per me, sarebbe stato sempre un chiaro segnale che quella persona non era una presenza positiva nella mia vita.
In questo periodo il mio corpo in diversi modi mi sta dicendo che anche se a livello conscio mi sembra di andare sicura ed efficiente come un treno tedesco, c’è qualcosa che mi fa stare in ansia e devo approfondire e capire cosa mi sta dicendo.

Il mio stomaco sa di me molte più cose di quante io ne conosca? Sì

 

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In effetti la Psicosomatica (una branca della psicologia clinica che ricerca la connessione tra un disturbo somatico e la sua eziologia di natura psicologica) non è nata per farci sentire dire dai dottori/amici/parenti: ”vedrai che tanto è una cosa psicosomatica devi solo stare tranquillo!”…ma per imparare a conoscere ed ascoltare quelle cose che il nostro corpo riconosce prima di noi.

 

“L’intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Insomma, l’intestino è la sede di un secondo cervello vero e proprio. E non a caso le cellule dell’intestino  producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere. [] Nella pancia troviamo infatti tessuto neuronale autonomo. E non a caso le cellule dell’intestino  producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere. L’intestino rilascia serotonina in seguito a stimoli esterni, come immissione di cibo, ma anche suoni o colori. E a input interni: emozioni e abitudini. Studi su cavie geneticamente modificate, ma anche in vitro, ‘hanno dimostrato l’esistenza di un asse pancia-testa.”
The Second Brain – M.D. Gershon

 

Ascoltarsi, analizzare e farsi aiutare. Non ingoiare, inghiottire o buttare giù.

 

Il nostro corpo è un alleato, ci spinge a correre o a fermarci, a cambiare, a prenderci cura di noi. A volte purtroppo, ci insegna anche a lottare.

 

E voi avete scoperto che lo stomaco è un potente consigliere? Quali segnali del vostro corpo avete imparato a riconoscere come indicatori? 😉

 

Per chi vuole approfondire:
“Il secondo cervello” M. D. Gershon (qui)
“L’intestino felice” G. Enders (qui)

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