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Set

10 cose che puoi imparare da Frida Kahlo

 

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Non ci sono ancora le mura dello studio che vorrei, ma ho già il primo oggetto di arredamento da appendere. Faccio sempre così: arredo, immagino, creo, sempre molto prima di avere, o molto prima di essere in un luogo.
E’ un ritratto di una donna che una volta incontrata non può non lasciarti diversa da quando l’hai incrociata, una donna con un carisma senza tempo: Frida Kahlo.
Una donna della cui arte mi sono cosi innamorata che voglio mi ispiri ogni giorno nel mio luogo di lavoro.

 

Qui ho provato ad appuntare 10 cose che insegna attraverso la sua arte:

 

1) NON C’E EVENTO DAL QUALE NON TI PUOI RIALZARE.

 

All’età di 18 anni all’uscita di scuola rimase vittima di un grave incidente. Le conseguenze furono pesantissime per Frida: la colonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare; si frantumò il collo del femore e le costole; la gamba sinistra riportò 11 fratture; il piede destro rimase slogato e schiacciato; la spalla sinistra restò lussata e l’osso pelvico spezzato in tre punti. Inoltre, un corrimano dell’autobus le entrò nel fianco e le uscì dalla vagina. Dovette subire 32 operazioni chirurgiche durante la sua vita e fu costretta ad anni di riposo nel letto di casa, col busto ingessato. Proprio questa situazione di immobilità, la spinse a leggere libri sul movimento comunista e a dipingere. I genitori le regalarono un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo che potesse vedersi, e dei colori e poté cosi iniziare una serie di autoritratti.

 

2) NON AVERE PAURA DI MOSTRARE IL TUO LAVORO O IL TUO TALENTO!

 

Dopo che le fu rimosso il gesso e riuscì a camminare, con dolori fortissimi per tutta la vita, decise, per contribuire finanziariamente alla sua famiglia, di sottoporre i suoi dipinti a Diego Rivera. Rivera all’epoca era un illustre pittore dell’epoca, e lei volle avere una sua critica. 
(Con un paragone indelicato è come se io oggi in Italia decidessi di diventare cuoca e portassi una mia creazione a Cracco 😉)

 

3) QUANDO NON CONOSCI LE PAROLE PER DIRE QUALCOSA…INVENTALE!



 

“¿Se pueden inventar verbos? Quiero decirte uno: Yo te cielo, así mis alas se extíenden enormes para amarte sin medida.”
“Si possono inventare dei verbi? Voglio dirtene uno: Io ti cielo, così che le mie ali si estendano enormi per amarti senza misura.”
(da una lettera scritta a Carlos Pellicer nel novembre 1947)

 

4) NON FARTI CONSUMARE DAL DOLORE, MA USALO!



 

“El arte más poderoso de la vida es hacer de el dolor un talisman que cura. ¡Una mariposa renace florecida en fiesta de colores.”
“L’arte più potente della vita è fare del dolore un talismano che cura. Una farfalla rinasce, fiorita in una festa di colori.”.

 

5) NON SPRECARE IL TUO TEMPO DOVE NON PUOI AMARE.



 

“Donde no puedas amar, no te demores.”
“Dove non puoi amare, non soffermarti.”.

 

“Cada tic-tac es un segundo de la vida que pasa, huye, y no se repite. Y hay en ella tanta intensidad, tanto interés, que el problema es sólo saberla vivir. Que cada uno lo resuelva como pueda.”
“Ogni tic-tac è un secondo della vita che passa, sfugge, e non si ripete. E c’è in essa tanta intensità, tanto interesse, che il problema è solo saperla vivere. Che ognuno lo risolva come può.”.

 

6) FAI CHE IL TUO LAVORO ABBIA UN VALORE “POLITICO”, CIOE’ SIA IMPEGNATO PER IL BENE DELLA SOCIETÀ.



 

Frida mise nella propria arte, l’arte messicana, quella indigena, delle masse a cui legò anche l’impegno politico, sfociato in solidarietà e accoglienza a Lev Trockij quando arrivò in Messico nel 1937. Il suo impegno terminò dieci giorni prima di morire quando lei quasi inferma, in sedia a rotelle, partecipò alla manifestazione contro la destituzione da parte della CIA del presidente guatemalteco Jacobo Arbenz Guzmàn.

 

7) NEL MONDO C’E SEMPRE QUALCUNO STRANO PROPRIO COME TI SENTI TU. 



 

“Yo solía pensar que era la persona más extraña en el mundo, pero luego pensé, hay mucha gente así en el mundo, tiene que haber alguien como yo, que se sienta bizarra y dañada de la misma forma en que yo me siento. Me la imagino, e imagino que ella también debe estar por ahí pensando en mí. Bueno, yo espero que si tu estás por ahí y lees esto sepas que, sí, es verdad, yo estoy aquí, soy tan extraña como tú.”



 

“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.”

 

8) LA BELLEZZA NON E’ NEI CANONI DEL TEMPO, MA NELL’INTERIORITA’.

 

“La belleza y la fealdad son un espejismo porque los demás terminan viendo nuestro interior”
“Bellezza e bruttezza sono un miraggio perché gli altri finiscono per vedere la nostra interiorità.”

 

9) CERCA SEMPRE QUANTO PIU’ PUOI DI ESSERE AUTENTICO/A.

 



“Tan absurdo y fugaz es nuestro paso por el mundo, que solo me deja tranquila el saber que he sido auténtica, que he logrado ser lo mas parecido a mi misma que he podido.”



“Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per questo mondo, che l’unica cosa che mi rasserena è la consapevolezza di essere stata autentica, di essere la persona più somigliante a me stessa che avrei potuto immaginare.”

 

10) FINO ALL’ULTIMO GIORNO: ¡VIVA LA VIDA!



 

Questa è la celebre frase che la Kahlo scrisse sul suo ultimo quadro otto giorni prima della sua morte, intitolato appunto Viva la vita, e raffigurante una sorta di natura morta con colorati cocomeri e frutti tropicali.

 

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